fbpx

LA STORIA DELL’ABITO DA SPOSA: UN VESTITO SPECIALE CHE QUASI MAI È STATO BIANCO!

4 Novembre 2017

Lo desideriamo sin da bambine. Alcune contano i giorni che mancano per esserne avvolte e in un certo senso anche abbracciate da lui. Ma si sa, ci vuole un po’ di tempo per trovare quello giusto. Però quando capiamo che è lui, è un attimo, un colpo di fulmine. No, non stiamo parlando del principe azzurro ma dell’abito più desiderato, chiacchierato e ricercato da sempre: l’abito da sposa.

principessa alexandra in abito da sposa

La storia dell’abito da sposa comincia presto, è esistito in quasi tutte le culture ed è sempre stato espressione dei tempi, della ricchezza, delle tradizioni e ovviamente della moda di un determinato periodo.

In epoca romana la sposa indossava una tunica bianca legata con un nodo che poteva sciogliere solo lo sposo, il velo era invece giallo: simbolo del fuoco della dea Vesta che proteggeva il focolare domestico.

Ma la tradizione del bianco non dura fino ai nostri giorni perché in epoca medievale l’abito da sposa è scelto tra gli abiti di famiglia più belli e in genere più colorati e sfarzosi. Il matrimonio era combinato pertanto rappresentava, ancor più che l’unione tra due persone, il legame politico ed economico tra le famiglie. I colori sono accesi, brillanti. I tessuti sono pregiati (seta, velluto o persino pellicce). Spesso il vestito è di famiglia e si tramanda di madre in figlia.

A prescindere dalla classe sociale, le spose si vestivano al meglio delle loro possibilità e in genere le meno abbienti tendevano a copiare, anche se con tessuti meno pregiati, gli abiti delle spose più ricche. Il vestito da sposa è stato quindi sempre visto come l’abito per eccellenza nel quale investire il massimo.

L’uso dello strascico comincia intorno al 1500 e continua imperturbato fino ai nostri giorni. All’inizio però la lunghezza dello strascico indicava la ricchezza della sposa. Più era lungo e decorato più ricca era la sposa e quindi la famiglia.

Dal 1600 lo stile barocco influenza anche la scelta dell’abito da sposa e fino a tutto il 1700 Le vesti sono quindi molto ricche di motivi floreali, pietre preziose e tessuti pregiati. Nel 1800, dalla Francia rivoluzionaria si diffonde in tutto l’occidente il cosiddetto stile impero: l’abito è caratterizzato da una vita alta appena sotto il seno da cui scende l’ampia gonna leggermente arricciata o svasata. In genere questo stile è caratterizzato da colori pastello.

Bisogna aspettare la metà del XIX secolo perché l’abito da sposa, per nostra fortuna, diventi bianco. Colore simbolo di purezza scelto dalla Regina Vittoria, che ci sentiamo di ringraziare, che in quel secolo “impose” il suo stile chiamato per l’appunto vittoriano.

In verità però, già un’altra regina aveva indossato l’abito bianco per le sue nozze, quasi tre secoli prima, infatti, la giovanissima Maria Stuarda indossò l’abito bianco per sposare Francesco II di Francia, una scelta singolare, dato che in quel periodo per i francesi il bianco era il colore del lutto, cosa che non portò bene alla coppia visto che Francesco morì dopo appena due anni dalle nozze.

Dopo i primi decenni del 1900 il vestito da sposa perde tutti i decori superflui, è minimalista e ridotto all’essenziale soprattutto a causa del periodo di ristrettezze e di povertà imposto dalle due guerre per poi riprendere tutta la sua sfarzosità dopo il boom economico fino agli anni 80.

La storia dell’abito da sposa arriva ai giorni nostri e oggi più che mai non segue il costume, ma il gusto di ogni donna, perché nel frattempo la moda si è spostata sull’individualità e cosa c’è di meglio di un abito su misura per esprimere se stesse?

Qualunque sia il vostro abito da sposa ideale, se è unico è ancora meglio. Questa è la filosofia di More.

Il nostro sito utilizza cookie tecnici per poter funzionare adeguatamente ed essi sono gli unici obbligatori. Puoi scegliere se mantenere attivi i cookie di profilazione che ci aiutano a migliorare i nostri servizi oppure disabilitarli. Nella nostra informativa privacy puoi trovare maggiori informazioni su come trattiamo i tuoi dati. L’unica certezza è che non li condivideremo con altri, né a fini commerciali né per altri utilizzi che possano ledere la tua privacy.