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Abito da Sposa Vintage: quando l’abito di famiglia può riprendere vita

20 Luglio 2020

Decidere di indossare l’abito da sposa vintage, della mamma o addirittura della nonna, è una scelta puramente emotiva per la futura sposa. Un esempio meraviglioso è quello della principessa Beatrice di York che, lo scorso 17 luglio, ha sposato l’italiano Edoardo Mapelli Mozzi, indossando uno splendido abito bianco del 1961 della nonna: la Regina Elisabetta! Più vintage di così.

Nel mio lavoro di stilista di abiti da sposa, mi è capitato tante volte di ricevere richieste particolari dalle spose; la scelta di indossare l’abito da sposa vintage di famiglia è sicuramente una di queste. 

Negli anni, però, ho cambiato un po’ idea sull’argomento: quando ricevo questo tipo di richiesta, cerco di andare più a fondo e, durante il primo contatto, cerco di analizzare il più possibile le motivazioni che spingono la sposa a questa scelta.

Se da un lato la scelta del riutilizzo dell’abito da sposa vintage di famiglia è un po’ come rivivere l’emozione di un legame indelebile, certe volte questa scelta è quasi esclusivamente pratica e, spesso, viene fraintesa come una scelta low cost. Errore eclatante! 

Tutto dipende da come è stato conservato l’abito; poiché, con il tempo, anche il tessuto più pregiato potrebbe ingiallire – specialmente se è una fibra naturale – perdendo quel candore e quella freschezza che è l’essenza stessa dell’abito da sposa. L’effetto non sarebbe affatto piacevole anzi, l’idea di vintage, risulterebbe solo vecchia e cheap .

Se l’idea è semplicemente quella del riutilizzo ecosostenibile o del contenimento dei costi, non c’è soluzione più sbagliata di un abito da sposa che non è il vostro. Oggi ci sono altri modi per fare scelte sostenibili, senza alzare necessariamente il prezzo, con risultati molto più soddisfacenti. 

Se quell’abito da sposa invece rappresenta  per voi un ricordo indelebile della vostra famiglia, un buon augurio, un motivo di tradizione e continuità, allora probabilmente è la scelta giusta. In questo caso, non sarà necessario utilizzare lo stesso abito (a meno che non lo riceviate dalla regina Elisabetta!), ma basterà utilizzare alcune parti di esso – magari le più preziose – ed inserirle in un abito creato su misura per voi.

Sull’abito della principessa Beatrice sono state fatte delle modifiche di vestibilità e lunghezze, per l’appunto, con una grande balza di satin cucita retta sull’orlo dell’ampia gonna di taffetà che, in origine, era blusante. Sono anche state aggiunte le maniche a palloncino in organza di seta, con ricami di pietre e diamanti che riprendono i motivi del corpetto: decisamente una mossa azzeccata! Da un lato per allargare le spalle e definire ancor di più il punto vita e dall’altro per rendere ancora più “da sposa” un abito couture sontuoso, pensato e realizzato da Norman Hartnell – stilista di corte dell’epoca – per tutt’altro evento.

Ultimo dettaglio del look della principessa Beatrice è stato vederle indossare la bellissima tiara della regina Mary, realizzata nel 1919, che aveva indossato proprio la nonna per le nozze con il principe Filippo: meravigliosa!

Importante: bisogna ricordarsi che un abito da sposa si inserisce sempre nel contesto del vostro matrimonio. Se la location e l’allestimento sono moderni o, comunque, molto lontani da atmosfere vintage, sposarsi con un abito da sposa fuori luogo può risultare veramente una scelta sbagliata.

Tornando, invece, alla principessa Beatrice, la scelta sembra perfetta! Immortalata dalle splendide immagini di Benjamin Wheeler, sembra uscita da una favola, in un contesto che si addice perfettamente all’abito che indossa. Le foto trasmettono tutta l’eleganza aristocratica della famiglia Windsor ma, allo stesso tempo, ci comunicano freschezza e gioia.

Lo stesso spirito che Benjamin Wheeler è stato capace di catturare quando ha fotografato Alice, una nostra splendida sposa del 2019 che, al contrario della principessa, rappresenta perfettamente la modernità e la vivacità di una donna contemporanea.

Le ambientazioni sono all’opposto e gli abiti, naturalmente, non hanno nulla in comune; eppure lo sguardo degli sposi e la gioia di quei momenti sembra unire in un’unica grande emozione tutti gli sposi che vivono quel giorno con grande spontaneità! 

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